Categoria: Cybersecurity & Compliance

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Safe Office 365: come abbiamo evoluto la protezione antispam per contrastare le minacce più sofisticate.

26 giugno 2026

Conosci come si stanno evolvendo le minacce di phishing?

Se fino a qualche anno fa le email fraudolente erano spesso facili da individuare, oggi lo scenario è cambiato drasticamente.

Perché oggi il classico antispam non basta più.

Oggi, le email fraudolente utilizzano un linguaggio naturale, imitano lo stile di comunicazione aziendale e sfruttano più spesso l’intelligenza artificiale per rendere gli attacchi sempre più credibili.

Per questo motivo la protezione della posta elettronica deve essere in grado di analizzare indicatori più complessi e riconoscere messaggi difficili da individuare anche da un occhio esperto. 

Le evoluzioni introdotte in Safe Office 365.

Per rispondere a questo scenario abbiamo potenziato il servizio antispam di Safe Office 365 con tecnologie di analisi più avanzate.

La protezione analizza indicatori più sofisticati, tra cui:

  • pattern di scrittura sospetti;
  • anomalie nel comportamento del mittente;
  • tentativi di impersonificazione;
  • caratteristiche tipiche degli attacchi di phishing costruiti con l’AI.

L’obiettivo è identificare comunicazioni fraudolente prima che raggiungano la casella degli utenti.

Protezione specifica contro gli attacchi BEC.

Tra le minacce più pericolose ci sono gli attacchi Business Email Compromise (BEC), dove i cybercriminali cercano di impersonare amministratori delegati, responsabili finanziari o altre figure chiave dell’organizzazione per indurre dipendenti e collaboratori a eseguire pagamenti, condividere informazioni riservate o modificare coordinate bancarie.

Safe Office 365 integra controlli avanzati per rilevare tentativi di impersonificazione delle figure più esposte.

La sicurezza riguarda anche la posta in uscita.

La protezione della posta elettronica non riguarda soltanto i messaggi ricevuti.

Una casella compromessa può infatti diventare uno strumento utilizzato dagli attaccanti per:

  • inviare email fraudolente;
  • distribuire malware;
  • colpire clienti e fornitori;
  • compromettere la reputazione del dominio aziendale.

Per questo Safe Office 365 è in grado di bloccare attività sospette prima che possano generare conseguenze economiche e reputazionali.

Tra le funzionalità disponibili rientrano:

  • monitoraggio degli invii anomali;
  • soglie configurabili sul numero di email inviate;
  • prevenzione di campagne malevole;
  • policy di sicurezza outbound;
  • protezione della reputazione del dominio;
  • controlli DLP e cifratura per la tutela dei dati sensibili.

Ad esempio, se un account compromesso inizia improvvisamente a inviare centinaia di email in pochi minuti, il sistema può intervenire automaticamente limitando la propagazione dell’attacco.

Una gestione completa dell’ambiente Microsoft 365.

La sicurezza della posta rappresenta uno degli elementi più critici di Microsoft 365, ma non è l’unico aspetto da presidiare.

Il servizio include anche:

  • casella di posta Microsoft 365;
  • licenze Microsoft 365 e gestione dei rinnovi;
  • backup automatico dei dati Microsoft 365;
  • protezione delle identità e delle credenziali;
  • supporto operativo e assistenza ordinaria;
  • aggiornamento continuo delle funzionalità di sicurezza.
Contattaci e scopri tutti i vantaggi.

Il nostro team, con sede in Brianza, è operativo in tutta Italia e affianchiamo le aziende in percorsi di compliance digitale realizzati su misura.

Supportiamo aziende e organizzazioni nella progettazione e nella gestione della sicurezza IT, aiutandole a proteggere ambienti Microsoft 365 sempre più esposti a minacce evolute.

Vuoi approfondire tutte le funzionalità incluse in Safe Office 365?

Scrivi a [email protected] oppure contattaci al numero 039 945 1118.

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Safe SIEM: perché conservare i log fa la differenza.

12 giugno 2026

Ogni giorno nei sistemi aziendali accadono centinaia di attività: accessi utenti, modifiche alle configurazioni, operazioni amministrative, tentativi di autenticazione. Presi singolarmente possono sembrare eventi normali.

Poi, settimane dopo, emerge un problema: un accesso sospetto, una perdita di dati o un’anomalia segnalata durante una verifica interna.

E a quel punto arriva la domanda: cosa è successo?

Ogni sistema lascia delle tracce. Il problema è riuscire a leggerle. 

Il modo migliore per risalire all’origine del problema è attraverso i log: tracce digitali che raccontano cosa accade ogni giorno nei sistemi aziendali.

Il problema è che spesso sono distribuiti tra piattaforme diverse, disponibili per periodi limitati oppure semplicemente troppo numerosi per essere analizzati manualmente.

Quando però serve ricostruire un incidente, è indispensabile avere una visione chiara e organizzata. 

Le norme si sono evolute cambiando il mercato.

Oggi questo tema è ancora più rilevante con l’entrata in vigore della Direttiva NIS2, che alza in modo significativo gli standard di cybersecurity richiesti alle aziende, contribuendo a far evolvere l’intero mercato verso modelli più strutturati, sicuri e resilienti.

Oggi, per restare competitivi, la conformità a NIS2 e l’adozione di standard riconosciuti come ISO 27001 non rappresentano più un semplice plus, ma una necessità imprescindibile per tutelare il business, rafforzare la fiducia dei clienti e rispondere alle nuove aspettative di sicurezza della filiera, oltre a poter accedere a concorsi e bandi pubblici.

La gestione dei log nel contesto NIS2.

La conservazione dei log deve essere pensata per garantire tracciabilità, sicurezza e disponibilità delle prove in caso di incidente.

I log devono essere:

  • completi e utili;
  • protetti da modifiche e cancellazioni;
  • conservati per un tempo adeguato;
  • consultabili rapidamente;
  • monitorati e analizzati;
  • coerenti e leggibili.

Non si tratta quindi di un archivio passivo, ma uno strumento essenziale per prevenire, rilevare, dimostrare e gestire gli incidenti di cybersecurity.

La nostra soluzione è Safe SIEM.

Safe SIEM risponde a tutte queste richieste e non solo. 

Il servizio infatti:

  • raccoglie e conserva inalterati i log nel tempo;
  • centralizza dati provenienti da sistemi differenti;
  • supporta attività di verifica e conformità normativa;

inoltre

  • monitora eventi e attività sospette;
  • rileva comportamenti anomali;
  • segnala configurazioni errate;
  • aiuta a identificare le vulnerabilità.

Safe SIEM non accumula dati, ma li trasforma in informazioni utili

Come affianchiamo le aziende?

Il nostro team, con sede in Brianza, è operativo in tutta Italia e affianchiamo le aziende in percorsi di compliance digitale realizzati su misura.

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Phishing e lavoro in mobilità: come difendersi con Safe DNS.

22 maggio 2026

Sei in trasferta, collegato al Wi-Fi dell’hotel o sotto rete 5G.
Ricevi un’email: “Nuova busta paga disponibile. Scansiona il QR code.”

Un gesto rapido. Scansioni. Accedi. Inserisci le credenziali.

Tutto sembra normale, ma non lo è: la pagina è un clone perfetto del portale aziendale e in pochi secondi, senza accorgertene, i tuoi dati finiscono nelle mani sbagliate.

Il vero rischio è fuori dal perimetro aziendale.

Oggi molti attacchi non avvengono più dentro l’azienda, ma fuori: in mobilità, su reti non protette, in momenti di distrazione. È qui che le difese tradizionali non bastano più.

La nostra soluzione? Safe DNS.

Uno scudo che interviene prima ancora che il pericolo si manifesti e blocca automaticamente domini malevoli, siti di phishing e contenuti pericolosi.

Come funziona Safe DNS.

Il servizio viene configurato a livello di firewall e dispositivi aziendali, con policy personalizzate in base alle esigenze.

Il vero punto di forza è l’Agent installato su PC, che estende la protezione anche fuori dalla rete aziendale creando un perimetro virtuale sempre attivo, riducendo il rischio di phishing, malware ed errori umani anche in mobilità.

Quando viene rilevata una minaccia durante la navigazione:

  • l’accesso al sito viene bloccato immediatamente;
  • è possibile richiedere una verifica al team tecnico.

Il tutto con un monitoraggio continuo, attivo 24/7.

Non solo sicurezza, anche efficienza.

Safe DNS è anche uno strumento per migliorare l’uso della rete aziendale:

  • filtra contenuti non pertinenti durante l’orario lavorativo;
  • blocca pubblicità e contenuti invasivi;
  • permette di controllare l’accesso a intere categorie di siti;
  • mantiene la navigazione più veloce e focalizzata sul lavoro.

Una rete più pulita è anche una rete più produttiva.

Non aspettare il prossimo attacco informatico.

Le minacce oggi non sono più eccezioni, ma una presenza costante, spesso nascosta nei contesti più ordinari.

Safe DNS riduce questo rischio in modo automatico, continuo e invisibile.

La sicurezza non può dipendere solo dall’attenzione dell’utente, ma deve appoggiarsi a un sistema progettato per anticipare e bloccare i pericoli al posto nostro.

Scrivi a [email protected] o chiama il 039 945 1118 per scoprire ulteriori informazioni su Safe DNS o attivarlo subito.

 

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Password vs Passkey: due sistemi di sicurezza a confronto.

8 maggio 2026

Ogni giorno interagiamo con decine di servizi che richiedono una prova della nostra identità per garantirci l’accesso. In questo contesto, stiamo assistendo a una fase di transizione: da un lato la consolidata password, dall’altro l’emergente passkey.

Scopriamo insieme nel dettaglio questi due strumenti.

La nuova frontiera della sicurezza: le passkey.

Le passkey rappresentano un’evoluzione importante nel mondo della sicurezza: non sono codici che l’utente deve ricordare, ma chiavi crittografiche digitali.

L’autenticazione avviene tramite un dispositivo come uno smartphone e un parametro biometrico come l’impronta digitale o il volto. Quando si effettua l’accesso, il dispositivo crea un legame crittografico con il sito web.

Le passkey sono intrinsecamente resistenti al phishing, poiché non esiste una stringa di testo che l’utente possa inavvertitamente comunicare a un malintenzionato. Nonostante gli evidenti vantaggi, il supporto non è ancora universale. Molti sistemi legacy o servizi meno aggiornati non sono pronti per le passkey, richiedendo ancora l’uso delle password tradizionali.

Uno strumento consolidato: la password.

La password è il metodo di autenticazione che si basa su una stringa di caratteri che viene confrontata con quella memorizzata dal server: se corrispondono, l’accesso è garantito.

Da un lato la password è una tecnologia universale. Ogni sito web o applicazione esistente supporta le password, rendendole uno standard accessibile su qualsiasi dispositivo, indipendentemente dal sistema operativo o dall’hardware. 

Dall’altro la sicurezza di una password dipende interamente dalla sua complessità e dalla sua unicità. Questo aspetto può creare un problema: ricordarle tutte è impossibile e organizzarle in modo sicuro è complesso.

Gestire la complessità aziendale con Safe Pass.

Proprio per superare i limiti logistici delle password, nascono servizi specializzati come Safe Pass per gestire le tue credenziali aziendali in modo semplice e protetto. Con questo servizio è possibile:

  • salvare e organizzare in modo sicuro tutte le password;
  • accedere ai servizi aziendali con un solo clic, eliminando la fatica mnemonica;
  • generare chiavi complesse e uniche per ogni account;
  • condividere credenziali in modo protetto con i colleghi o utenti esterni;
  • monitorare accessi e attività, recuperando rapidamente i dati senza rischio di smarrimenti.
Password o passkey: cosa scegliere? 

La scelta tra password e passkey spesso dipende dal servizio che si sta utilizzando. Mentre il mondo si muove gradualmente verso sistemi senza password, la realtà operativa quotidiana, specialmente in ambito aziendale, richiede ancora la gestione di un gran numero di credenziali tradizionali.

In questo scenario ibrido, l’adozione di un sistema di gestione come Safe Pass garantisce che la transizione tecnologica non avvenga a discapito della produttività o della sicurezza, offrendo un controllo centralizzato e sicuro su tutte le porte d’accesso della propria infrastruttura digitale.

Scrivi a [email protected] o chiama il 039 945 1118 per avere maggiori informazioni su Safe Pass o attivarlo subito.



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Dark Web: perché riguarda anche la tua azienda.

12 marzo 2026

Quando si parla di Dark Web, il rischio è pensare che sia qualcosa di distante dalla quotidianità aziendale.

In realtà, può esporre la tua attività a rischi spesso sottovalutati perché è facile che i tuoi dati possano finire lì. 

È proprio da questa consapevolezza che nasce il nostro servizio Safe Identity.

Come i tuoi dati possono finire sul Dark Web.

Non serve un attacco diretto al tuo computer.

Spesso è sufficiente che uno dei servizi che utilizzi – una piattaforma di e-commerce, un gestionale online, un social network, un software in cloud – subisca una violazione.

Se in quel database sono presenti la tua email aziendale o il tuo numero di telefono, quelle informazioni possono essere estratte e rivendute.

E tutto questo può accadere senza che tu te ne accorga.

Cosa succede quando le credenziali vengono esposte.

Quando un cybercriminale entra in possesso di una combinazione email-password può:

  • accedere agli account collegati;
  • ricostruire abitudini e relazioni professionali;
  • lanciare attacchi mirati di phishing o truffe;
  • compromettere la reputazione aziendale.

Il danno non è solo tecnico.

Può diventare economico e d’immagine, soprattutto se coinvolge clienti, partner o collaboratori.

Il problema è che spesso ce ne accorgiamo troppo tardi, quando l’attacco è già in corso.

Safe Identity: controllo mirato delle credenziali.

Per questo abbiamo sviluppato Safe Identity, un servizio che permette di verificare se email aziendali o numeri di cellulare sono presenti nei circuiti del Dark Web.

Attraverso un sistema di ricerca avanzato e un’analisi su più piattaforme, il servizio consente di:

  • sapere rapidamente se le credenziali risultano esposte;
  • intervenire prima che il danno si estenda;
  • ridurre il rischio di truffe e accessi non autorizzati;
  • tutelare l’attività e la reputazione aziendale;
  • evitare costi legati a estorsioni o gestione dell’emergenza.
Dalla consapevolezza alla prevenzione.

La sicurezza informatica non è fatta solo di firewall e antivirus ma passa anche attraverso il monitoraggio costante e la capacità di prevenire.

Sapere se le proprie credenziali sono già nel Dark Web è il primo passo per proteggere persone, dati e processi aziendali.

Per verificare l’esposizione delle tue email aziendali e capire come intervenire, puoi scriverci a [email protected] o chiamare il numero 039 945 1118.

Se ti interessa approfondire il tema del Dark Web – di cosa si tratta, come funziona e quali dinamiche lo caratterizzano – ne abbiamo parlato in modo completo in un articolo dedicato.

Cybersecurity & Compliance
“Perché dovrebbero attaccare proprio me?” La sicurezza informatica per le PMI.

12 febbraio 2026

Quando si parla di attacchi informatici, spesso li immaginiamo come un problema che riguarda solo grandi aziende, banche o infrastrutture governative: realtà con enormi quantità di dati, molta visibilità e asset considerati “strategici”.

Da qui nasce una convinzione molto diffusa, soprattutto nelle piccole e medie imprese: non abbiamo dati così importanti, siamo troppo piccoli per essere un bersaglio.

Ma questa percezione non racconta più la realtà di oggi.

La sicurezza informatica nelle PMI.

Nelle PMI, la sicurezza informatica non è sempre affrontata come una priorità. Non per mancanza di attenzione, ma per dinamiche organizzative: risorse limitate, ruoli trasversali, necessità operative quotidiane che assorbono tempo ed energie.

Questo approccio è ciò che in realtà rende le PMI maggiormente vulnerabili rispetto alle grandi aziende. 

Come funzionano gli attacchi informatici?

Gli attacchi informatici non funzionano come immaginiamo.

Non c’è qualcuno che studia la tua azienda, valuta se sei interessante e poi decide di colpire. Nella maggior parte dei casi c’è automazione: sistemi che esplorano la rete senza sosta, alla ricerca di una porta aperta, di un link sbagliato, di un clic di troppo.

Essere piccoli non garantisce maggiore protezione. Anzi, a volte si è più vulnerabili.

Le PMI sono spesso meno aggiornate, meno strutturate, meno presidiate ed è proprio lì che gli attacchi informatici trovano spazio.

Ridurre il rischio a partire dalla navigazione web.

Uno dei principali sistemi di attacco è la navigazione web: email, link, documenti e applicazioni web rappresentano il punto di accesso più frequente per malware, phishing e furti di credenziali.

Il servizio Safe DNS nasce con questo obiettivo: controllare e filtrare la navigazione web, bloccando l’accesso a siti pericolosi che possono compromettere la rete aziendale o sottrarre informazioni sensibili.

Come funziona Safe DNS?

Safe DNS è progettato per integrarsi nell’infrastruttura esistente senza impatti negativi sull’operatività quotidiana. Lavora in modo continuo e silenzioso, proprio dove il rischio si manifesta più frequentemente.

Questo servizio filtra in modo automatico i contenuti critici anche quando appaiono legittimi, senza richiedere all’utente competenze tecniche o valutazioni preventive.

La prevenzione è una scelta indispensabile.

Continuare a pensare che “non siamo un obiettivo” può sembrare rassicurante, ma non riflette più il contesto digitale in cui operano oggi le aziende.

La scelta più sicura, non è affidarsi al caso ma adottare misure concrete di prevenzione, partendo dai punti di accesso più esposti.

Safe DNS, incluso nella suite Safe Support, rappresenta un primo livello di protezione efficace.

Vuoi scoprire maggiori dettagli su Safe DNS?

Scrivi una mail a [email protected] oppure chiama il numero 039 94 51 118 per conoscere tutte le sue funzionalità e mantenere al sicuro la tua azienda. 

Consapevolezza sulla sicurezza informatica: scopri i 4 pilastri.
Cybersecurity & Compliance
Ottobre è il mese della consapevolezza sulla sicurezza informatica: scopri i 4 pilastri per proteggere la tua azienda.

2 ottobre 2025

Ottobre è il mese dedicato alla consapevolezza sulla sicurezza informatica: un’iniziativa globale promossa dalla National Cybersecurity Alliance e dalla Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA), per sensibilizzare sulla sicurezza online e incoraggiare individui e aziende a proteggersi dagli attacchi informatici.  

Il tema di quest’anno – Secure Our World – è un invito a conoscere e mettere in atto le principali strategie per proteggersi dalle minacce online.

Ma quali sono?

I 4 pilastri della sicurezza informatica.
  1. Utilizzare password complesse e un gestore di password. Questo semplice gesto elimina alla radice una delle vulnerabilità più comuni utilizzata dai criminali informatici. Avere una password univoca e complessa per ogni account permette di non compromettere l’intera vita digitale.
  2. Attivare l’autenticazione a più fattori. Una strategia da non sottovalutare che ti permette di proteggere i tuoi account anche a seguito di una violazione della password. Chi sta cercando di accedere non avrà modo di farlo senza il tuo telefono o l’app di autenticazione.
  3. Riconoscere e segnalare le truffe. Può sembrare inutile ma con l’avvento dell’AI è diventato sempre più complicato riconoscere le truffe, anche da parte di persone più esperte. Denunciare è l’unico strumento per diffondere consapevolezza sulle minacce più recenti.
  4. Aggiornare il software. I criminali informatici sfruttano le vulnerabilità dei software obsoleti per violare gli account, attraverso gli aggiornamenti è possibile correggere quelle conosciute.
Il quinto pilastro.

Un altro elemento troppo spesso sottovalutato è la formazione. È necessario che ogni professionista che lavora in azienda conosca e abbia a disposizione gli strumenti per riconoscere e fronteggiare un possibile attacco informatico.

Ma non devi fare tutto tu.

Come possiamo aiutarti noi di Efuture?

Siamo sempre alla ricerca di strumenti efficaci per aiutare professionisti, professioniste e aziende a proteggersi dalle minacce online. Per questo, negli anni abbiamo sviluppato una serie di servizi ad hoc.

Uno di questi è Safe Support, il servizio che ti permette di avere un team esperto e competente che gestisce ogni aspetto della sicurezza al tuo posto.

Nel concreto, è un pacchetto di gestione completa della tua infrastruttura che include l’attivazione di molte funzionalità di sicurezza essenziali come l’EDR (antivirus avanzato) e la protezione della navigazione, e garantisce l’aggiornamento periodico di tutti i dispositivi.

E con il pacchetto sicurezza offriamo maggiore protezione grazie a delle nuove funzionalità che permettono di controllare la complessità e la scadenza delle password, la crittografia dei dischi, i dispositivi usb e molto altro.

La tua azienda è davvero al sicuro?

Scrivi una mail a [email protected] oppure chiama il numero 039 945 1118 per conoscere tutte le potenzialità di Safe Support e per scoprire come migliorare la sicurezza informatica della tua azienda.

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WannaCry: il virus più famoso della storia.

17 luglio 2025

Nel maggio del 2017 ospedali, aziende e infrastrutture di tutto il mondo hanno dovuto sospendere i loro servizi a causa di un attacco informatico.

Cos’è successo? 

Il gruppo hacker Shadow Brokers ha sfruttato una vulnerabilità di Windows permettendo al ransomware WannaCry di infettare oltre 200.000 computer in poche ore.   

Quali sono state le ripercussioni? 

Una volta infettato un PC, WannaCry crittografava i file caricati: l’unico modo per sbloccarli era pagare il riscatto in Bitcoin

Tra i servizi più colpiti c’erano: 

  • il Servizio sanitario nazionale del Regno Unito (NHS);
  • le case automobilistiche Renault e Nissan;
  • Deutsche Bahn, FedEx, Telefónica.
Come è stato fermato WannaCry? 

Il virus conteneva un meccanismo noto come kill switch: prima di attivarsi, provava a collegarsi a un dominio web molto lungo e apparentemente casuale, che però non era stato registrato. 

Durante l’analisi del malware il ricercatore di sicurezza Marcus Hutchins, notò questo dettaglio e, per routine, decise di registrare quel dominio. Quello che sembrava un gesto banale si rivelò cruciale: una volta che i computer infetti riuscivano a connettersi al dominio attivo, il virus si bloccava automaticamente

Così, senza saperlo in quel momento, Hutchins riuscì a disinnescare la diffusione di WannaCry su scala globale.

Come proteggersi dagli attacchi informatici? 

Questa vicenda ci insegna che a volte sono sufficienti delle piccole azioni per proteggere i computer dagli attacchi informatici. Uno strumento indispensabile – ma molto sottovalutato – è l’aggiornamento. 

Aggiornare periodicamente il PC è essenziale per minimizzare le vulnerabilità e diminuire la probabilità di subire degli attacchi informatici. 

Ma questo strumento – da solo – non basta.

Attiva Safe Support.

È il servizio di gestione della tua infrastruttura IT che consente di intercettare, analizzare e risolvere le minacce che colpiscono la tua infrastruttura IT. In sintesi offre update, sicurezza, assistenza, pianificazione strategica e documentazione sempre aggiornata.

Vuoi saperne di più su Safe Support? Scrivi una mail a [email protected] o chiama il 039 94 51 118. Saremo felici di rispondere alle tue domande. 

 

Vuoi approfondire il mondo degli attacchi informatici? Leggi anche: 

 

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Creeper: da esperimento accademico a primo virus informatico della storia.

20 giugno 2025 

Massachusetts, 1971.

Nei laboratori della BBN Technologies, l’informatico Bob Thomas sta conducendo un esperimento destinato a fare la storia: dimostrare che un programma può spostarsi autonomamente da un computer all’altro attraverso la rete.

I’m the Creeper: catch me if you can.

Nasce Creeper, il primo virus informatico. A differenza dei virus moderni, non è progettato per danneggiare. Il suo compito è semplice: mostrare un messaggio, duplicarsi su un altro computer e cancellare la copia precedente.

In poche parole, un worm autoreplicante, innocuo ma rivoluzionario.

Come fermare Creeper?

Anche se non distruttivo, va comunque contenuto. Per farlo, viene creato Reaper, il primo antivirus della storia: un programma capace di muoversi in rete, individuare Creeper e rimuoverlo.

L’eredità di Creeper.

Quello che poteva sembrare un semplice esperimento ha segnato l’inizio di una nuova era: ha introdotto il concetto di software autoreplicante, gettando le basi per l’evoluzione di virus, worm e degli attacchi informatici odierni. Ed è dai medesimi principi che si apre la strada di quella che oggi conosciamo come Cybersecurity.

Dunque, anche se innocuo, Creeper ha mostrato per la prima volta il potenziale di un codice capace di diffondersi da solo.

E non è stato l’unico.

Scopri la storia di Robert Tappan Morris e del primo worm informatico mai creato.

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Il primo worm informatico della storia è un errore.

È il 1988. Internet, come lo conosciamo oggi, non esiste ancora. Al suo posto c’è ARPANET che permette di connettere le università americane a dei supercalcolatori. 

Il giovane studente della Cornell University Robert Tappan Morris è curioso di scoprire le dimensioni della rete e, per farlo, lancia un programma sperimentale che si propaga automaticamente attraverso i computer connessi, sfruttando delle vulnerabilità del sistema operativo.

Da esperimento a primo worm informatico. 

Per un errore di codice, il worm di Morris comincia a replicarsi in modo incontrollato, sovraccaricando i sistemi e rendendoli inutilizzabili.

Senza volerlo, Morris causa il blocco di circa 6000 computer di università e istituzioni governative (circa il 10% di Internet), causando danni fino a 10 milioni di dollari. 

L’importanza della sicurezza informatica. 

Quello che oggi viene chiamato Morris Worm ha segnato l’inizio dell’era degli attacchi informatici, mostrando quanto fossero vulnerabili le prime reti digitali. 

L’incidente ha permesso di aumentare la consapevolezza e l’attenzione riguardo alla sicurezza informatica, portando alla nascita di nuovi strumenti di difesa contro i malware. 

Safe Protection: la tua arma contro virus e cryptovirus. 

Da allora sono moltissime le minacce che – ogni giorno – provano ad attaccare le infrastrutture e i dispositivi di aziende e privati. 

Per questo, ti offriamo il servizio Safe Protection – incluso nella suite di servizi Safe Support – che analizza e neutralizza le minacce in tempo reale, intercetta anche i virus non noti, controlla costantemente se ci sono state infezioni e non solo. 

Vuoi saperne di più? Scrivi una mail a [email protected] o chiama il 039 94 51 118. Saremo felici di fartelo scoprire.