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Cybersecurity e Compliance
“Perché dovrebbero attaccare proprio me?” La sicurezza informatica per le PMI.

12 febbraio 2026

Quando si parla di attacchi informatici, spesso li immaginiamo come un problema che riguarda solo grandi aziende, banche o infrastrutture governative: realtà con enormi quantità di dati, molta visibilità e asset considerati “strategici”.

Da qui nasce una convinzione molto diffusa, soprattutto nelle piccole e medie imprese: non abbiamo dati così importanti, siamo troppo piccoli per essere un bersaglio.

Ma questa percezione non racconta più la realtà di oggi.

La sicurezza informatica nelle PMI.

Nelle PMI, la sicurezza informatica non è sempre affrontata come una priorità. Non per mancanza di attenzione, ma per dinamiche organizzative: risorse limitate, ruoli trasversali, necessità operative quotidiane che assorbono tempo ed energie.

Questo approccio è ciò che in realtà rende le PMI maggiormente vulnerabili rispetto alle grandi aziende. 

Come funzionano gli attacchi informatici?

Gli attacchi informatici non funzionano come immaginiamo.

Non c’è qualcuno che studia la tua azienda, valuta se sei interessante e poi decide di colpire. Nella maggior parte dei casi c’è automazione: sistemi che esplorano la rete senza sosta, alla ricerca di una porta aperta, di un link sbagliato, di un clic di troppo.

Essere piccoli non garantisce maggiore protezione. Anzi, a volte si è più vulnerabili.

Le PMI sono spesso meno aggiornate, meno strutturate, meno presidiate ed è proprio lì che gli attacchi informatici trovano spazio.

Ridurre il rischio a partire dalla navigazione web.

Uno dei principali sistemi di attacco è la navigazione web: email, link, documenti e applicazioni web rappresentano il punto di accesso più frequente per malware, phishing e furti di credenziali.

Il servizio Safe DNS nasce con questo obiettivo: controllare e filtrare la navigazione web, bloccando l’accesso a siti pericolosi che possono compromettere la rete aziendale o sottrarre informazioni sensibili.

Come funziona Safe DNS?

Safe DNS è progettato per integrarsi nell’infrastruttura esistente senza impatti negativi sull’operatività quotidiana. Lavora in modo continuo e silenzioso, proprio dove il rischio si manifesta più frequentemente.

Questo servizio filtra in modo automatico i contenuti critici anche quando appaiono legittimi, senza richiedere all’utente competenze tecniche o valutazioni preventive.

La prevenzione è una scelta indispensabile.

Continuare a pensare che “non siamo un obiettivo” può sembrare rassicurante, ma non riflette più il contesto digitale in cui operano oggi le aziende.

La scelta più sicura, non è affidarsi al caso ma adottare misure concrete di prevenzione, partendo dai punti di accesso più esposti.

Safe DNS, incluso nella suite Safe Support, rappresenta un primo livello di protezione efficace.

Vuoi scoprire maggiori dettagli su Safe DNS?

Scrivi una mail a [email protected] oppure chiama il numero 039 94 51 118 per conoscere tutte le sue funzionalità e mantenere al sicuro la tua azienda. 

Consapevolezza sulla sicurezza informatica: scopri i 4 pilastri.
Cybersecurity e Compliance
Ottobre è il mese della consapevolezza sulla sicurezza informatica: scopri i 4 pilastri per proteggere la tua azienda.

2 ottobre 2025

Ottobre è il mese dedicato alla consapevolezza sulla sicurezza informatica: un’iniziativa globale promossa dalla National Cybersecurity Alliance e dalla Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA), per sensibilizzare sulla sicurezza online e incoraggiare individui e aziende a proteggersi dagli attacchi informatici.  

Il tema di quest’anno – Secure Our World – è un invito a conoscere e mettere in atto le principali strategie per proteggersi dalle minacce online.

Ma quali sono?

I 4 pilastri della sicurezza informatica.
  1. Utilizzare password complesse e un gestore di password. Questo semplice gesto elimina alla radice una delle vulnerabilità più comuni utilizzata dai criminali informatici. Avere una password univoca e complessa per ogni account permette di non compromettere l’intera vita digitale.
  2. Attivare l’autenticazione a più fattori. Una strategia da non sottovalutare che ti permette di proteggere i tuoi account anche a seguito di una violazione della password. Chi sta cercando di accedere non avrà modo di farlo senza il tuo telefono o l’app di autenticazione.
  3. Riconoscere e segnalare le truffe. Può sembrare inutile ma con l’avvento dell’AI è diventato sempre più complicato riconoscere le truffe, anche da parte di persone più esperte. Denunciare è l’unico strumento per diffondere consapevolezza sulle minacce più recenti.
  4. Aggiornare il software. I criminali informatici sfruttano le vulnerabilità dei software obsoleti per violare gli account, attraverso gli aggiornamenti è possibile correggere quelle conosciute.
Il quinto pilastro.

Un altro elemento troppo spesso sottovalutato è la formazione. È necessario che ogni professionista che lavora in azienda conosca e abbia a disposizione gli strumenti per riconoscere e fronteggiare un possibile attacco informatico.

Ma non devi fare tutto tu.

Come possiamo aiutarti noi di Efuture?

Siamo sempre alla ricerca di strumenti efficaci per aiutare professionisti, professioniste e aziende a proteggersi dalle minacce online. Per questo, negli anni abbiamo sviluppato una serie di servizi ad hoc.

Uno di questi è Safe Support, il servizio che ti permette di avere un team esperto e competente che gestisce ogni aspetto della sicurezza al tuo posto.

Nel concreto, è un pacchetto di gestione completa della tua infrastruttura che include l’attivazione di molte funzionalità di sicurezza essenziali come l’EDR (antivirus avanzato) e la protezione della navigazione, e garantisce l’aggiornamento periodico di tutti i dispositivi.

E con il pacchetto sicurezza offriamo maggiore protezione grazie a delle nuove funzionalità che permettono di controllare la complessità e la scadenza delle password, la crittografia dei dischi, i dispositivi usb e molto altro.

La tua azienda è davvero al sicuro?

Scrivi una mail a [email protected] oppure chiama il numero 039 945 1118 per conoscere tutte le potenzialità di Safe Support e per scoprire come migliorare la sicurezza informatica della tua azienda.

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WannaCry: il virus più famoso della storia.

17 luglio 2025

Nel maggio del 2017 ospedali, aziende e infrastrutture di tutto il mondo hanno dovuto sospendere i loro servizi a causa di un attacco informatico.

Cos’è successo? 

Il gruppo hacker Shadow Brokers ha sfruttato una vulnerabilità di Windows permettendo al ransomware WannaCry di infettare oltre 200.000 computer in poche ore.   

Quali sono state le ripercussioni? 

Una volta infettato un PC, WannaCry crittografava i file caricati: l’unico modo per sbloccarli era pagare il riscatto in Bitcoin

Tra i servizi più colpiti c’erano: 

  • il Servizio sanitario nazionale del Regno Unito (NHS);
  • le case automobilistiche Renault e Nissan;
  • Deutsche Bahn, FedEx, Telefónica.
Come è stato fermato WannaCry? 

Il virus conteneva un meccanismo noto come kill switch: prima di attivarsi, provava a collegarsi a un dominio web molto lungo e apparentemente casuale, che però non era stato registrato. 

Durante l’analisi del malware il ricercatore di sicurezza Marcus Hutchins, notò questo dettaglio e, per routine, decise di registrare quel dominio. Quello che sembrava un gesto banale si rivelò cruciale: una volta che i computer infetti riuscivano a connettersi al dominio attivo, il virus si bloccava automaticamente

Così, senza saperlo in quel momento, Hutchins riuscì a disinnescare la diffusione di WannaCry su scala globale.

Come proteggersi dagli attacchi informatici? 

Questa vicenda ci insegna che a volte sono sufficienti delle piccole azioni per proteggere i computer dagli attacchi informatici. Uno strumento indispensabile – ma molto sottovalutato – è l’aggiornamento. 

Aggiornare periodicamente il PC è essenziale per minimizzare le vulnerabilità e diminuire la probabilità di subire degli attacchi informatici. 

Ma questo strumento – da solo – non basta.

Attiva Safe Support.

È il servizio di gestione della tua infrastruttura IT che consente di intercettare, analizzare e risolvere le minacce che colpiscono la tua infrastruttura IT. In sintesi offre update, sicurezza, assistenza, pianificazione strategica e documentazione sempre aggiornata.

Vuoi saperne di più su Safe Support? Scrivi una mail a [email protected] o chiama il 039 94 51 118. Saremo felici di rispondere alle tue domande. 

 

Vuoi approfondire il mondo degli attacchi informatici? Leggi anche: 

 

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Creeper: da esperimento accademico a primo virus informatico della storia.

20 giugno 2025 

Massachusetts, 1971.

Nei laboratori della BBN Technologies, l’informatico Bob Thomas sta conducendo un esperimento destinato a fare la storia: dimostrare che un programma può spostarsi autonomamente da un computer all’altro attraverso la rete.

I’m the Creeper: catch me if you can.

Nasce Creeper, il primo virus informatico. A differenza dei virus moderni, non è progettato per danneggiare. Il suo compito è semplice: mostrare un messaggio, duplicarsi su un altro computer e cancellare la copia precedente.

In poche parole, un worm autoreplicante, innocuo ma rivoluzionario.

Come fermare Creeper?

Anche se non distruttivo, va comunque contenuto. Per farlo, viene creato Reaper, il primo antivirus della storia: un programma capace di muoversi in rete, individuare Creeper e rimuoverlo.

L’eredità di Creeper.

Quello che poteva sembrare un semplice esperimento ha segnato l’inizio di una nuova era: ha introdotto il concetto di software autoreplicante, gettando le basi per l’evoluzione di virus, worm e degli attacchi informatici odierni. Ed è dai medesimi principi che si apre la strada di quella che oggi conosciamo come Cybersecurity.

Dunque, anche se innocuo, Creeper ha mostrato per la prima volta il potenziale di un codice capace di diffondersi da solo.

E non è stato l’unico.

Scopri la storia di Robert Tappan Morris e del primo worm informatico mai creato.

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Il primo worm informatico della storia è un errore.

È il 1988. Internet, come lo conosciamo oggi, non esiste ancora. Al suo posto c’è ARPANET che permette di connettere le università americane a dei supercalcolatori. 

Il giovane studente della Cornell University Robert Tappan Morris è curioso di scoprire le dimensioni della rete e, per farlo, lancia un programma sperimentale che si propaga automaticamente attraverso i computer connessi, sfruttando delle vulnerabilità del sistema operativo.

Da esperimento a primo worm informatico. 

Per un errore di codice, il worm di Morris comincia a replicarsi in modo incontrollato, sovraccaricando i sistemi e rendendoli inutilizzabili.

Senza volerlo, Morris causa il blocco di circa 6000 computer di università e istituzioni governative (circa il 10% di Internet), causando danni fino a 10 milioni di dollari. 

L’importanza della sicurezza informatica. 

Quello che oggi viene chiamato Morris Worm ha segnato l’inizio dell’era degli attacchi informatici, mostrando quanto fossero vulnerabili le prime reti digitali. 

L’incidente ha permesso di aumentare la consapevolezza e l’attenzione riguardo alla sicurezza informatica, portando alla nascita di nuovi strumenti di difesa contro i malware. 

Safe Protection: la tua arma contro virus e cryptovirus. 

Da allora sono moltissime le minacce che – ogni giorno – provano ad attaccare le infrastrutture e i dispositivi di aziende e privati. 

Per questo, ti offriamo il servizio Safe Protection – incluso nella suite di servizi Safe Support – che analizza e neutralizza le minacce in tempo reale, intercetta anche i virus non noti, controlla costantemente se ci sono state infezioni e non solo. 

Vuoi saperne di più? Scrivi una mail a [email protected] o chiama il 039 94 51 118. Saremo felici di fartelo scoprire.

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Attacchi DDoS: l’importanza di costruire un’infrastruttura IT sicura.

Di recente diverse aziende e infrastrutture italiane hanno subito degli attacchi DDoS (Distributed Denial-of-Service) da parte del gruppo di hacker filorusso NoName057(16). 

Questi attacchi sono stati motivati dalle dichiarazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in un discorso ha paragonato l’aggressione russa contro l’Ucraina al progetto di conquista del Terzo Reich in Europa. Le sue parole hanno suscitato malcontento da parte delle autorità russe e – di conseguenza – si sono intensificate le tensioni geopolitiche e la crescente minaccia alla sicurezza informatica a livello globale, con gruppi hacker che rispondono alle dinamiche politiche con azioni di sabotaggio digitale.

Di cosa si tratta? 

In poche parole, l’hacker sovraccarica un sito web o un server con un traffico dannoso, bloccando il servizio agli utenti legittimi che non possono acquistare un prodotto o un servizio, accedere a un sito web o ancora interagire sui social media. 

Questi attacchi possono arrivare a causare l’arresto completo di un’azienda

Fortunatamente, grazie alla collaborazione tra l’ACN (l’Agenzia per la Cybersecurity Nazionale) e i tecnici locali, gli effetti di questi attacchi sono stati limitati. 

La sicurezza informatica come strumento di prevenzione.

Questa vicenda ci fa capire quanto i sistemi IT siano indispensabili quanto vulnerabili. Proprio per questo motivo siamo sempre alla ricerca di nuovi strumenti per promuovere l’importanza della sicurezza informatica e renderla accessibile alle PMI.  

Iniziative come la Care Conference e i Coffee Talks ci permettono di creare uno spazio in cui i clienti possono trovare risposte ai loro dubbi, confrontarsi e aumentare la loro consapevolezza sul tema. Ma ci occupiamo anche di fornire strumenti concreti come le funzionalità incluse nel nostro servizio Safe Support.

Inoltre, non mancano le normative come l’ISO 270001 e la NIS2 che aiutano a prevenire queste situazioni, offrendo l’opportunità di prepararsi al meglio. 

Perché investire nella sicurezza informatica? 

Come abbiamo visto la cybersecurity è uno strumento indispensabile per proteggere la nostra azienda da attacchi informatici e prevenire situazioni spiacevoli. 

Ma non è tutto. 

Investire nella sicurezza informatica è sinonimo di affidabilità e costruisce un vantaggio competitivo per aziende e PMI, oggi come in futuro.

Vuoi rendere più sicura la tua infrastruttura IT ma non sai da dove iniziare? Contattaci per una consulenza: chiama il numero 039 94 51 118 oppure invia una mail a [email protected]

Cybersecurity e Compliance
Tutto quello che devi sapere sulla nuova normativa NIS 2.

Aggiornato in data 12 maggio 2025

Il decreto legislativo 138/2024 ha recepito in Italia la Direttiva UE NIS2 (Network and Information Systems Directive), introducendo importanti novità per la sicurezza informatica di aziende e pubbliche amministrazioni

Aggiornamento scadenza del 31 maggio 2025.

I soggetti essenziali o importanti – secondo la Direttiva NIS2 – hanno tempo fino al 31 maggio 2025 per accedere alla piattaforma digitale dell’ACN e aggiornare o aggiungere dati e informazioni sullo stato della sicurezza informatica dell’azienda.

Ma quali sono? Vediamoli insieme.

  • Punto di contatto e sostituto.
    Designare il sostituto del punto di contatto, ovvero una persona fisica che supporta il punto di contatto nell’esercizio delle proprie funzioni, si interfaccia direttamente con l’Autorità nazionale competente NIS ed effettua sulla piattaforma digitale le stesse azioni del punto di contatto.
  • Spazio di indirizzamento IP e nomi di dominio.
    Indicare i nomi di dominio che il soggetto NIS utilizza o ha nella propria disponibilità;
    Indicare gli indirizzi IP pubblici e statici che il soggetto NIS utilizza o ha nella propria disponibilità.
  • Dati anagrafici e di contatto.
    Verificare la correttezza dei dati anagrafici e di contatto del soggetto NIS, nonché indicare ulteriori informazioni, come i servizi offerti e le sedi nell’UE.

Le prossime scadenze.

Da gennaio 2026, i soggetti saranno obbligati a notificare gli incidenti significativi e – entro ottobre dello stesso anno – dovranno avere adottato le misure di sicurezza indicate.

Nei mesi precedenti.

Se la tua organizzazione rientra tra i soggetti elencati negli Allegati I e II, hai l’obbligo di registrarti sul portale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) entro il 28 febbraio 2025. Se sei un fornitore di un’organizzazione essenziale o importante, anche se non direttamente obbligato, potresti essere coinvolto indirettamente. 

Ecco una panoramica dettagliata.

Chi ha l’obbligo di registrarsi?

La registrazione è obbligatoria – entro il 28 febbraio 2025 – per le entità classificate come “essenziali” o “importanti” secondo la NIS2, tra cui:

  • Aziende in settori strategici: energia, spazio, trasporti, sanità, finanza, telecomunicazioni, gestione di acqua potabile, acque reflue e rifiuti, servizi postali, produzione e distribuzione di sostanze chimiche e alimenti, fabbricazione di macchinari, mezzi di trasporto e prodotti elettronici, attività di ricerca, e altri.
  • Fornitori di infrastrutture IT critiche e piattaforme digitali essenziali.
  • Pubblica Amministrazione.

Il ruolo della supply chain e i suoi obblighi indiretti.

Anche se la tua azienda non rientra direttamente tra i soggetti obbligati, se fornisci beni, servizi o supporto tecnologico a entità NIS2, potresti essere coinvolto indirettamente tramite obblighi contrattuali (accordi specifici con i tuoi clienti NIS2).

Infatti, le entità NIS2 “essenziali” e “importanti” devono:

  • Garantire la conformità della propria supply chain: assicurandosi che i fornitori rispettino i requisiti di sicurezza.
  • Monitorare e ridurre i rischi derivanti dai fornitori: inclusi quelli legati a vulnerabilità tecniche, gestionali o operative.

Di conseguenza, potresti essere soggetto a:

  • Audit di sicurezza: condotti dai tuoi clienti NIS2.
  • Clausole contrattuali stringenti: che impongono specifici standard di sicurezza informatica.
  • Richieste di adeguamento: per adottare standard di sicurezza più elevati.

Come registrarsi sul portale ACN.

La registrazione si divide in tre fasi:

  1. Censimento del punto di contatto: devi designare un responsabile per le comunicazioni con l’ACN (dipendente o consulente delegato) che:
    • Si autentica sul portale con SPID.
    • Carica il documento che ne autorizza l’operato.
    • Inserisce dati personali e di contatto (nome, codice fiscale, PEC, telefono, ecc.).
  2. Associazione del punto di contatto al soggetto NIS2: il punto di contatto associa la propria utenza all’ente o all’azienda tramite codice fiscale (o codice IPA per la PA), con successiva verifica e convalida.
  3. Compilazione della dichiarazione NIS2: dovrai fornire informazioni dettagliate sull’ente, tra cui:
    • appartenenza a gruppi aziendali;
    • codici ATECO;
    • normative UE applicabili;
    • dati su fatturato, bilancio e numero di dipendenti.

L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha realizzato un video tutorial per guidarti passo passo: https://lnkd.in/dnMj8E9B

L’importanza dell’adeguamento.

La registrazione e il rispetto degli obblighi NIS2 sono fondamentali per la sicurezza informatica. Adottare elevate misure di sicurezza non solo ti permette di continuare a collaborare con i soggetti essenziali, ma protegge la tua attività da incidenti o violazioni che potrebbero danneggiare la tua reputazione, portare a sospensioni del punto di contatto, rescissioni contrattuali con richieste di danni e sanzioni da parte delle autorità.

Il nostro supporto. 

Noi di Efuture possiamo aiutarti a capire se la normativa riguarda anche te e affiancarti nel percorso di compliance. 

Scrivi una mail a [email protected] o chiama il 039 94 51 118 per avere maggiori informazioni e chiarire ogni dubbio.

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Cybersecurity: come proteggere il pc dagli attacchi informatici.

La cultura della cybersecurity è in continua evoluzione e oggigiorno esistono numerosi software che possono aiutarci a tenere sempre al sicuro i nostri dispositivi. 

Ma questi strumenti da soli non sono sufficienti. 

Prima ancora di affidarci a software e tool è fondamentale conoscere e mettere in pratica una serie di azioni per proteggere il pc. 

Vediamoli insieme.

Corsi di formazione e aggiornamento. 

Molte aziende mettono a disposizione dei corsi di formazione per spiegare come avvengono attacchi informatici, come riconoscerli – attraverso delle simulazioni – e come procedere. 

Una delle minacce più comuni è il phishing: mail ingannevoli che sembrano provenire da corrieri, banche, operatori telefonici, colleghi, clienti e che vengono utilizzate per rubare informazioni sensibili

In caso di incertezza, è importante controllare bene il mittente, evitare di rispondere e fornire informazioni aziendali, non aprire link o allegati. 

Strumenti aziendali. 

Solitamente nelle aziende vengono condivise delle policy da mettere in atto per proteggere i dispositivi forniti dall’azienda. Tra queste troviamo l’utilizzo di: 

  • passkey per accedere ai tuoi account attraverso l’utilizzo dell’impronta digitale, la scansione del volto o del token hardware;
  • authenticator per l’autenticazione a due fattori;
  • software di condivisione specifici (es. OneDrive) per trasferire dati e documenti da un pc all’altro in sicurezza. 

È fondamentale attenersi scrupolosamente alle procedure fornite dall’azienda per tenere al sicuro il pc e – di conseguenza – evitare la diffusione di documenti e i dati sensibili. 

Gestori di password. 

Può sembrare scontato ma scegliere una buona password è la prima buona pratica per avere un pc sicuro. Esistono molti password manager che non solo ti aiutano a gestirle ma ti suggeriscono delle password sicure. 

Questo ti consente di diversificare le password per ogni account con facilità: utilizzare sempre la stessa potrebbe compromettere tutti i tuoi account.    

Questa è solo una breve rassegna di alcune delle pratiche da attuare, ciò che fa davvero la differenza siamo noi. L’attenzione e la preparazione individuale sono strumenti fondamentali per proteggersi contro possibili attacchi informatici.

Hai delle domande? Scrivi una mail a [email protected] o chiama il 039 94 51 118. 

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Il Dark Web: Fantasia o Minaccia Reale per le Aziende?

2 settembre 2024

Il dark web è spesso avvolto in un alone di mistero e sensazionalismo, ma è una realtà che le aziende devono prendere sul serio. Nato con l’intento di garantire la privacy e la libertà di espressione, inizialmente era un mezzo per comunicazioni sicure in contesti di censura governativa, particolarmente utilizzato da attivisti in regimi autoritari.

Nella pratica è una porzione nascosta di internet accessibile solo tramite software appositi. A differenza del web pubblico, che è indicizzato dai motori di ricerca, il dark web è progettato per garantire l’anonimato degli utenti e dei siti web.

Come Funziona

Il dark web utilizza una struttura composta da diversi livelli di crittografia, che rendono difficile tracciare l’origine e la destinazione dei dati. Questo anonimato è sia una benedizione che una maledizione: mentre protegge la privacy degli utenti, facilita anche attività illecite.

Perché le Aziende devono preoccuparsi?

Non è tanto il dark web in sé che deve preoccupare le aziende, ma i comportamenti nell’attività quotidiana sul web pubblico: i cyber criminali infatti, utilizzano motori di ricerca, social, tecniche di phishing per acquisire informazioni personali legalmente o non, spesso fornite dagli utenti stessi, per poi rivenderle nel dark web.

Tutto questo a quale scopo? Principalmente per soldi.

Per chiedere un riscatto alle aziende derubate, oppure per fornire tramite canali non tracciabili, false identità ad altri malintenzionatiCyber criminale in omra su sfondo scuro

Come Difendersi

Per proteggere i dati più importanti come le credenziali di accesso e i dati sensibili e per garantire una navigazione sicura, le aziende possono adottare le seguenti pratiche:

Protezione delle Credenziali
  1. Autenticazione a Due Fattori (2FA): Implementare 2FA per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza alle credenziali di accesso. Questo metodo richiede agli utenti di fornire due forme di identificazione (es. password e codice monouso) prima di accedere a un account, rendendo più difficile per un malintenzionato ottenere l’accesso.
  2. Gestione delle Password: Utilizzare un gestore di password per creare e memorizzare password complesse e uniche per ogni account. Questo riduce il rischio associato all’uso di password deboli o riutilizzate.
  3. Monitoraggio delle Credenziali: Implementare sistemi di monitoraggio che avvisano gli utenti e gli amministratori quando le credenziali vengono compromesse o utilizzate in modo sospetto.

Navigazione Sicura
  1. Utilizzo di VPN: Le reti private virtuali (VPN) crittografano il traffico internet e nascondono l’indirizzo IP dell’utente, rendendo più difficile per i malintenzionati intercettare i dati durante la navigazione.
  2. Browser Sicuri: Utilizzare browser che offrono funzionalità di sicurezza avanzate, come la protezione contro il phishing e il blocco degli script dannosi.
  3. Utilizzo di filtri DNS: un filtro della navigazione permette di bloccare l’accesso a siti appartenenti a categorie a rischio o a nuovi siti web non ancora opportunamente categorizzati
Condivisione dei Dati Sensibili
  1. Crittografia dei Dati: Utilizzare la crittografia per proteggere i dati sensibili. Questo garantisce che i dati siano leggibili solo da chi possiede la chiave di decrittazione.
  2. Accesso Limitato: Implementare controlli di accesso rigorosi per garantire che solo il personale autorizzato possa accedere ai dati sensibili.
Formazione del personale

Educare i dipendenti sulle migliori pratiche di sicurezza informatica è fondamentale per proteggere l’azienda dai rischi associati al dark web. Ecco tre aspetti chiave su cui concentrarsi durante la formazione:

  1. Consapevolezza delle Minacce: Informare i dipendenti sui vari tipi di minacce informatiche, come il phishing, il malware e gli attacchi di ingegneria sociale. La consapevolezza è il primo passo per prevenire gli attacchi.
  2. Procedure di Sicurezza: Addestrare i dipendenti sulle procedure di sicurezza aziendali, come l’uso corretto delle password, l’importanza della crittografia e le pratiche di condivisione sicura dei dati.
  3. Risposta agli Incidenti: Assicurarsi che i dipendenti sappiano come riconoscere e rispondere a un incidente di sicurezza. Questo include sapere a chi segnalare un problema e quali azioni intraprendere per mitigare i danni.

In conclusione, il dark web non è solo una fantasia, ma una realtà che le aziende devono affrontare con serietà.

Affidarsi a un fornitore ICT qualificato che possa guidare l’azienda attraverso le migliori pratiche di sicurezza è una buona scelta se non si possiedono le risorse interne per farlo.


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sfondo arancione con barca che naviga su mare blu_a destra foglio bianco di registro eventi
Cybersecurity e Compliance
Non sono nato ieri!
Il Log Managment per raggiungere compliance e sicurezza

Seppure stia conquistando la ribalta solo di recente nel mondo IT, il Log affonda le sue radici nell’arte marinaresca.

Il Log (in inglese “tronco”) era un tronchetto di legno, che costituiva la struttura portante del solcometro, strumento utilizzato per misurare la velocità della barca.

I dati man mano raccolti, insieme ad altre annotazioni tecniche ed eventi rilevanti, venivano riportati sul LogBook.

Oggi come allora, nell’IT come in mare, i Log sono uno strumento per controllare e mantenere sicura la rotta.

Poterli gestire in modo semplice è estremamente vantaggioso: per questo sono nati software e servizi di Log Management.

Cosa sono esattamente i Log o file di registro, in linguaggio informatico?

Sono file in cui vengono registrati tutti gli accessi ad ogni livello di un sistema informatico che sia da parte di utenti, amministratori di sistema, software o automazioni.

La struttura di base di un Log include diverse voci tra cui non possono mancare:

  • Il Timestamp, che indica il momento preciso in cui si è verificato l’evento (data e ora).
  • Il Livello di logging, che indica la gravità dell’evento (ad es. “INFO” per eventi normali, “WARNING” o “ERROR” per eventi potenzialmente problematici o errori).
  • Il Messaggio di log, che fornisce dettagli sull’evento, come il nome del servizio o del software che lo ha generato, l’azione che è stata eseguita o l’errore che si è verificato.

A seconda del tipo di origine del registro, il file conterrà anche altri dati rilevanti (es. pagine web di riferimento, codici di stato HTTP, byte serviti, user agent, ecc.).

Quali sono i vantaggi del Log Management?

Gestire i Log significa effettuare una registrazione ordinata, consultabile, analizzabile ma inalterabile dei file di log, questo permette di:

  • Analizzare l’infrastruttura informatica e il suo stato di salute, poiché dagli errori generati è possibile capire se ci sono problemi.
  • Individuare fenomeni di “Shadow IT”, cioè tutti quei dispositivi o software utilizzati dagli utenti, magari senza scopo di dolo, ma al di fuori dalle procedure sottoposte al controllo del reparto IT e dunque potenzialmente pericolosi.
  • Individuare tentativi ripetuti di accessi falliti, indice di possibili attacchi.
  • Attraverso l’uso di un SIEM, correlando i dati, è possibile prevenire attacchi cyber.
  • Creare statistiche di esercizio e funzionamento.
  • Ripristinare situazioni preesistenti.
  • Tracciare modifiche effettuate ad un database, a file o cartelle.
  • Tracciare e analizzare le operazioni effettuate dagli amministratori di sistema.

Compliance normativa

Non solo il Log Management consente di alzare il perimetro di sicurezza aziendale, ma permette anche di rispettare i requisiti richiesti dalle innumerevoli normative nazionali ed internazionali, in materia di privacy, sicurezza dei dati e ADM, come:

  • Provvedimento Garante per la Protezione dei Dati Personali – 27/11/2008 e successive m. e i.
  • GDPR, Regolamento (UE) 2016/679 con il “principio di accountability”.
  • ISO 27001 – A.12.4 Logging and Monitoring.
  • HIPAA – Normativa americana sul trattamento dei dati sanitari.

che richiedono espressamente la conservazione dei file di Log per specifici periodi di tempo (es. 6 mesi per lil Provvedimento sulla privacy del 2008).

Come Efuture può aiutarti a sfruttare il Log Management?

Abbiamo studiato un servizio basato su una piattaforma di compliance informatica semplice ma ricca di funzionalità di tracciamento e reportistica.

Grazie a questo strumento vengono monitorati gli accessi a dati e sistemi, l’uso di dispositivi USB e verificati i software installati, ricevendo allarmi immediati in caso di attività sospette e garantendo il massimo controllo alla tua azienda sul proprio ambiente IT.

Viene rilevato e monitorato anche l’impiego di software specifici, come quelli per il controllo remoto (Anydesk, Teamviewer, Splashtop, etc), la messaggistica istantanea come WhatsApp e l’accesso a basso livello ai dati (Recuva, Ccleaner, etc), consentendo una veloce identificazione dei potenziali rischi legati all’uso di queste applicazioni.

Inoltre, grazie alle funzionalità di verifica dell’utilizzo dei sistemi cloud aziendali, vengono tenuti sotto controllo l’accesso alle applicazioni del pacchetto Microsoft 365 e ad altre piattaforme cloud, monitorando l’uso di applicazioni non ancora normate, l’accesso tramite dispositivi personali, anche quando questo avviene in smart working da casa o da sedi remote.

 


Safe LOG

Sappiamo che il mare in cui naviga oggi il tuo sistema informatico è vasto, ricco di fascino e sfide, per questo siamo pronti per accompagnare il tuo viaggio e renderlo sicuro, coi nuovi sistemi di Log Management, scopri il servizio Safe LOG.

Per farci salire a bordo, puoi CONTATTARCI o inviaci una mail a: [email protected]